Minerali: Pulizia, Ricarica, Programmazione e ...
Pulizia
Ripulire i minerali con una certa frequenza e dopo ogni intervento terapeutico è importante in quanto li mantiene attivi ed efficienti, prolungandone la bellezza e la vita.
Il metodo più semplice è l’immersione in acqua fredda salata per periodi di tempo variabili, legati alle necessità di risanamento del cristallo. Da questo metodo di ripulitura sono esclusi tutti quei minerali che contengono ferro o rame perché possono essere danneggiati tramite ossidazione. Lo stesso vale per i cristalli grezzi che si presentano in forma lamellare o con aghi, per i quali l’acqua potrebbe penetrare tra le lamine e gli aghi e rovinare l’aggregato.
In questi casi, invece di tenerli a bagno può essere preferibile tenerli sotto un getto leggero d’acqua fredda per un paio di minuti, poi asciugarli accuratamente e metterli vicino ad una moderata sorgente di calore per eliminare l’umidità residua
A mio avviso , il metodo migliore per ripulire energeticamente tutti i minerali è l’intervento con la fiamma viola. E’ efficace, semplice, veloce, senza controindicazioni o effetti secondari.
Per utilizzare tale metodo dovete semplicemente chiudere gli occhi, rilassarvi ed immaginare una fiamma viola che circonda completamente la pietra o le pietre da ripulire. Lasciate agire la fiamma finché non riterrete che la ripulitura sia stata completata.
Un altro metodo assai efficace (ma di maggior durata) consiste nel riporre i minerali da ripulire su famiglie naturali di ametista o di cristallo di rocca per un periodo di tempo minimo di 8-10 ore. Custodirle su delle druse di ametista le mantiene attive ed energeticamente cariche, pronte per il prossimo impiego.
Ricarica
Ricaricare i minerali è un altro passo importante per preservarne l’efficacia, la bellezza e la durata di vita. Il metodo più classico sono i bagni di sole (no luce diretta) e di luna (preferibilmente piena).
Può essere necessario caricare ulteriormente i minerali, in vista di una terapia o per necessità personali. In questo caso si utilizza la tecnica dell’Infusione di Luce. Prendete tra le mani il minerale o i minerali da caricare. Chiudete gli occhi e richiamate i vostri Angeli, le Guide ed i Maestri. Richiedete la connessione con il vostro Se Superiore e con la Fonte. Quando vi visualizzate completamente immersi in un flusso di luce che vi attraversa da capo a piedi, richiamate un fascio che dal chakra del cuore si irradia lungo le braccia e fuoriesce dalle mani, giungendo ad inondare le pietre di Luce Bianca o Dorata. Quando riterrete che sia sufficiente, ringraziate tutte l’entità che vi hanno assistito nel lavoro e riaprite gli occhi.
Programmazione
Tutti i minerali contenenti silicio possono essere programmati per fini specifici. Essendo composti proprio da questo elemento, tutta la famiglia dei quarzi può essere caricata con un programma di lavoro da noi prescelto così come lo sono i silicati anche si in misura minore. Questo è possibile perché il silicio possiede la capacità di trattenere informazioni energetiche, anche per periodi lunghi di tempo. La programmazione ha come scopo quello di fornire al minerale alcune indicazioni circa il lavoro specifico che vorremmo ci aiutasse a compiere.
La programmazione avviene tramite visualizzazione. Dopo aver richiamato i vostri Angeli, Guide e Maestri, richiedete la connessione con il Se Superiore e la Fonte. Costruite nell’immaginazione uno scenario in cui si realizza il risultato positivo che desiderate. Poi lo inviate nel cuore del cristallo, come se l’immagine mentale viaggiasse sul fascio indaco del terzo occhio.
Ci sono alcuni punti importanti da ricordare:
1. La programmazione deve essere sempre positiva;
2. Una volta programmato, il minerale non deve essere utilizzato da nessun’altra persona che potrebbe modificare la programmazione, anche non volendo;
3. Se sottoponiamo un minerale programmato a pulizia con acqua e sale o lo riponiamo su un neutralizzatore, tutto ciò che abbiamo caricato al suo interno viene immediatamente perduto. Perfetto se uno vuole cancellare la programmazione e rendere il minerale nuovamente disponibile per atri utilizzi, inconveniente se lo si vuole ancora utilizzare per il progetto iniziale.
Quando si smarrisce o si avverte un rifiuto istintivo per un minerale
Può accadere di smarrire un minerale o un ciondolo a cui si è particolarmente affezionati. Può apparire come un evento casuale privo di significato ma spesso è possibile leggerlo in un altro modo. Infatti a volte, presi da un attaccamento emotivo per una pietra con la quale abbiamo lavorato a lungo, non rimaniamo aperti alla percezione che la fase di attività con esso è terminata e che siamo pronti a procedere oltre. In questi casi, “perdere” l’oggetto in questione può essere l’unico modo per andare avanti.
Nel caso in cui si debba interpretare la sensazione di non voler lavorare con un minerale, è possibile tra scegliere due opposte spiegazioni: la prima è che stiamo percependo che il tipo di lavoro che stiamo facendo con una pietra non è quello di cui abbiamo bisogno al momento; la seconda è che il motivo del rifiuto è semplicemente …. paura.
Fase finale della vita di un minerale
Ogni organismo energeticamente attivo, ad un cero punto della sua esistenza, termina il suo ciclo funzionale e diviene inattivo. Questo accade anche ai minerali. Quando tutto il potenziale energetico di cui dispongono si esaurisce divengono fragili e si rompono. A quel punto è opportuno riconsegnarli alla natura, liberandoli in mare, in un corso d’acqua o interrandoli.